Gli indicatori economici

Gli indicatori economici

Gli indicatori macroeconomici sono rivelatori di quanto siano produttivi e vibranti i diversi settori dell’economia, i dati sulla produzione, le vendite al dettaglio, la vendita e la costruzione di case, la spesa e la fiducia dei consumatori ed il mercato del lavoro sono monitorati dalle banche centrali, e a loro volta dai traders e dagli investitori.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il dato risultante da tutti questi settori messi insieme.

Prodotto Interno Lordo (PIL)

Il PIL misura il valore di tutti i beni e dei servizi prodotti all’interno di un’economia in un dato periodo. La formula utilizzata per calcolare il PIL è:

PIL = Spesa per i Consumi + Spesa per gli Investimenti + Spesa Pubblica + (Esportazioni – Importazioni).

Questo è l’approccio basato sulla spesa, altri due metodi per misurare il PIL sono basati uno sul reddito e l’altro sulla produzione.

La spesa per consumi si riferisce ai prodotti finali che acquistiamo, come un frullatore, o una bicicletta, si riferisce anche ai servizi che acquistiamo, come ad esempio un biglietto aereo per visitare la nonna in Florida, la parola chiave è “finale”.

I prodotti intermedi, come i soldi che McD spende per comprare panini per hamburger non contano, invece, il valore del big mac per il quale sono stati utilizzati i panini ed altri prodotti intermedi è compreso nel conteggio della spesa per consumi e nel Pil.

La spesa per investimenti si riferisce al denaro impiegato dalle imprese per l’acquisto di attrezzature, software, la costruzione di una nuova miniera, ecc., conta anche l’acquisto di una nuova casa, ma non confondiamo la spesa per “investimenti” con gli investimenti finanziari come l’acquisto di azioni, che rappresentano un trasferimento di asset (nel PIL non sono inclusi i trasferimenti).

L’acquisto di Treasury americani non andrebbe contato come spesa per investimenti, ma piuttosto andrebbe classificato come risparmio.

La spesa pubblica si riferisce a ciò che il governo spende in beni e prodotti finali.

Questa è la spesa pubblica, contro la spesa (consumi) privata, gli stipendi di coloro che lavorano al Pentagono, i soldi spesi per l’acquisto di armi militari sono inclusi, ma i trasferimenti così come la sicurezza sociale e le indennità di disoccupazione non contano.

Infine, i beni e servizi esportati sono inclusi nel PIL, mentre i beni e servizi importati vengono sottratti dal PIL.

Il PIL non discrimina tra i beni ed i servizi realizzati dalla popolazione di quel paese o dagli stranieri, finché i beni e i servizi sono realizzati all’interno dei confini di quel paese, essi contribuiscono alla composizione del PIL.

Mentre il PIL è una misura onnicomprensiva, ci sono molti altri indicatori più piccoli ma importanti in grado di fornire una visione dello stato di salute di un’economia, diamo un’occhiata ad alcuni di questi.

Inflazione

L’indicatore finanziario più importante è l’inflazione, esso misura il tasso di crescita dei prezzi di un’economia, l’inflazione è legata direttamente al potere d’acquisto di una moneta all’interno dei suoi confini ed influenza la competitività sui mercati internazionali, (se i prodotti nazionali sono più costosi a causa dell’inflazione, ma gli analoghi prodotti stranieri hanno lo stesso prezzo a causa di un tasso di cambio stabile, allora i consumatori potrebbero richiedere un maggior numero di importazioni, colpendo la valuta nazionale negativamente rispetto alle valute estere).

I prezzi dei beni, delle case, del lavoro, del materiale di produzione, ecc., sono tutti attentamente monitorati per vedere se i loro prezzi sono in aumento o no, ed a quale velocità, l’inflazione può essere causata da diversi motivi.

Rapida crescita dell’economia

In un semplice esempio, l’inflazione può iniziare a salire a causa della crescita incontrollata di un’economia, una veloce crescita economica aumenta la quantità di denaro in circolazione in tutta l’economia, aumentando l’offerta di moneta.

L’aumento dell’offerta di denaro potrebbe essere necessaria per incrementare i prestiti erogati dal sistema bancario, data la necessità di finanziamenti per l’avvio di nuove imprese.

Una quantità extra di denaro è necessaria perché i consumatori stanno prelevando i soldi dalle loro banche per l’acquisto di prodotti.

Se le imprese ed i negozi stanno realizzando maggiori ricavi e profitti, allora si può prevedere che i salari dei lavoratori potranno essere anch’essi in aumento, aumentando i salari, i consumatori cominciano ad acquistare un maggior quantitativo di merci.

Tuttavia, all’aumento dei salari, corrisponde anche un aumento della pressione sulle imprese per il trasferimento di maggiori costi sui prezzi di beni e servizi, in particolar modo per quelle aziende che non hanno avuto una crescita eccezionale.

Quando i beni di consumo ed i servizi aumentano di prezzo, i lavoratori sentono di aver bisogno di un ulteriore aumento salariale, si realizza un feedback di natura ciclica nel momento in cui l’inflazione comincia a decollare.

Mentre i lavoratori dipendenti potrebbero esclusivamente lamentarsi che gli aumenti dei salari sono stati per lo più erosi dall’inflazione, i pensionati vengono colpiti in maniera ancor più considerevole se i loro fondi pensione non subiscono adeguamenti per l’inflazione.

Indice dei Prezzi al Consumo

L’Indice dei Prezzi al Consumo rappresenta la misura della media dei prezzi di un paniere di beni e servizi normalmente acquistati dai consumatori, un aumento dei prezzi al consumo riflette la pressione inflazionistica ed è un indicatore chiave dell’inflazione, anche se si può sostenere che il dato viene reso noto quando il fatto è già avvenuto.

Indice dei Prezzi alla Produzione

L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è una misura del livello medio dei prezzi di un paniere fisso di capitale, affitto e materiali necessari per la produzione di beni di consumo.

Dal momento che il PPI riflette la situazione del prezzo dal lato dei produttori, prima che il prodotto arrivi ai consumatori, il PPI può essere visto come un indicatore anticipatore del CPI.

Questo comporta che parte dell’inflazione che devono affrontare i produttori sarà trasmessa ai consumatori influenzando perciò il dato del CPI.

Guadagni Orari Medi

I guadagni orari medi sono una misura della variazione dei salari dei lavoratori, essi gettano luce sul reddito disponibile dai consumatori e sul costo delle imprese per il loro lavoro. Le variazioni nei salari riflettono anche la tenuta del mercato del lavoro, in quanto le imprese dovranno pagare di più i loro lavoratori qualificati per riuscire a trattenerli.

Il mercato del lavoro riflette lo stato di salute generale di un’economia, i politici monitorano la creazione del numero di posti di lavoro (e anche quali tipi di lavoro), qual è la percentuale della forza lavoro impiegata attivamente, e il numero delle richieste di sussidi alla disoccupazione.

Tasso di Disoccupazione

Negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione è rilasciato mensilmente dalla Household Survey all’interno del Rapporto sulla Situazione Occupazionale, vengono quindi effettuati sondaggi sulla situazione attuale dei lavoratori dipendenti ed in base alle loro risposte la BLS determina il tasso di disoccupazione, il tasso di partecipazione della forza lavoro, ed altri dati chiave.

Un calo della disoccupazione indica un ciclo economico in fase di maturazione grazie all’espandersi di nuove aziende ed alle relative nuove assunzioni.

Un aumento della disoccupazione segna un ciclo in rallentamento, in quanto le imprese procedono ai licenziamenti per mantenere la redditività.

Il tasso di disoccupazione di solito non è un dato così importante per il mercato a meno che non si tratti di un picco o un livello che potrebbe influenzare le decisioni politiche.

Va notato che non esisterà mai occupazione al 100% o disoccupazione allo 0%, questo perché il mercato del lavoro è dinamico, e la gente a volte cambia lavoro. Le aziende si ristrutturano e le persone devono guardare altrove.

Le famiglie si spostano ed hanno bisogno di tempo fra la fine di un lavoro e la ricerca di un altro.

Secondo l’ Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE), la piena occupazione negli Stati Uniti si raggiunge in un range tra il 4-6.4% di disoccupazione.

Variazione dei salari non agricoli

La variazione dei salari non agricoli (NFP) americani è una delle pubblicazioni più attese durante il primo Venerdì di ogni mese, e mostra il numero di posti di lavoro creati nel mese precedente escluso il settore agricolo e sulla base di dati del libro paga delle imprese e delle società (si chiama Establishment Survey).

Esce contemporaneamente al tasso di disoccupazione, ed è un market mover molto atteso, anche altri paesi diversi dagli Stati Uniti rilasciano i dati sull’occupazione che possono influenzare i mercati finanziari, ma nessuno è atteso come questo dato, ogni primo venerdì del mese si possono trovare valanghe di notizie che cercano di anticipare il NFP.

Il sondaggio per le imprese commerciali è composto da quesiti su buste paga, settimana lavorativa, guadagni orari, guadagni totali della produzione, vendite al dettaglio, posti di lavoro pubblici, ecc.

Va notato che una diminuzione della disoccupazione non è sempre dovuta ad un aumento del numero di nuovi lavori, quando le persone rinunciano a cercare lavoro, non sono più considerate all’interno della forza lavoro disponibile e quindi non conteggiate nel tasso di disoccupazione. In questo caso, il tasso di partecipazione diminuisce.

Pertanto, per comprendere la dinamica reale del mercato del lavoro, abbiamo bisogno di monitorare il tasso di disoccupazione e di partecipazione congiuntamente.

Richieste per l’ottenimento del sussidio di disoccupazione

Le richieste per l’ottenimento dei sussidi di disoccupazione sono addirittura più sensibili del tasso di disoccupazione, mostrano quante persone sono disoccupate e sotto il programma governativo di copertura assicurativa alla disoccupazione.

Quando le condizioni di lavoro peggiorano, questo sarà uno degli indicatori principali da controllare, questo indicatore è rilasciato ogni settimana negli Stati Uniti e può essere un barometro del successivo dato sul NFP.

Settimana Lavorativa Media

La settimana lavorativa media è uno degli indicatori di occupazione che non sono così importanti, ma che possono dare indizi in merito allo stato dell’economia.

Le ore medie settimanali realizzate dai lavoratori manifatturieri solitamente anticipano il ciclo economico in quanto i datori di lavoro adeguano inizialmente le ore prima di cambiare la quantità di forza lavoro.