La cultura musicale nella storia

La cultura musicale nella storia

Fin dalla storia più antica l’uomo ha sentito la necessità di esprimere i propri sentimenti ed emozioni attraverso la musica. Purtroppo sono pochi i documenti che possono farci capire come fossero la musica e la danza durante l’età preistorica. Possiamo ipotizzare che la musica sia nata per imitare suoni e rumori della natura che circondava gli uomini primitivi: i versi degli animali, il suono cadenzato di un ruscello e il fischio del vento. Si è scoperto mediante dei ritrovamenti che nel paleolitico gli strumenti erano a percussione e venivano usati dai cacciatori come i “sonagli legati“ ovvero semi, noccioli, noci, zanne di animali legati tra loro da un cordino a sua volta annodato ad un rametto ; i “sonagli di zucca” che erano zucche vuote riempite di sassi, piccoli “tamburi” realizzati con tronchi d ‘ albero a tanti altri piccoli oggetti utili per creare dei suoni. Con il passare del tempo comparvero i primi strumenti a fiato quali il flauto a tacca fatti di osso o legno.

Vennero molto usate per produrre suoni mediante il fiato anche delle conchiglie a imboccatura laterale. Nacquero anche altri particolari strumenti come l’arco musicale a corda legata con risonatore fatto con una zucca,ovvero un arco tradizionale curvato che oltre ad avere la classica corda da tendere, ne aveva un’altra che collegava l’arco con il filo da tendere ed aveva un risuonatore per ampliare il suono.

La musica al tempo dei Romani

I Romani, fin dalle origini, non si dimostrarono interessati alla musica e neanche quando entrarono in contatto con i Greci ne furono mai ispirati. Anche gli strumenti non erano altro che le copie quasi identiche di quelli greci come la tuba, il liuto e la buccina. Queste erano tutte tipi di trombe adatte all’esercito, alle parate militari, nonchè all’incitamento dei combattenti.Mentre i Greci amavano la musica e ad essa affidavano l’espressione dei loro sentimenti, i Romani la usavano solo per diletto e per passatempo e spesso veniva eseguita da schiavi. Durante l’impero però la musica entrò negli spettacoli e nelle cerimonie di massa. Mentre l ‘ Impero Romano stava precipitando verso la disfatta, nelle catacombe i primi cristiani celebravano delle cerimonie di culto anche accompagnati dalla musica.

Quando venne permesso ai cristiani di professare liberamente la propria fede, la Chiesa di Roma cominciò ad istituire cerimonie religiose, riti funebri che erano sempre accompagnate dalla musica religiosa. Venivano intonati canti al Signore, poichè si era capito che la musica poteva aiutare ad esprimere emozioni ed a preparare gli animi alla devozione. Nacquero sotto il papa Gregorio I i canti Gregoriani.

Il canto gregoriano è un canto liturgico, solitamente interpretato da un coro di fedeli ed era cantato senza accompagnamento strumentale. Era affidato alle sole voci maschili, aveva ritmo libero, ma andamento lento ed aveva ovviamente il testo in latino.

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