Milan, disfatta anche in bilancio: passivo da 90 milioni

Milan, disfatta anche in bilancio: passivo da 90 milioni

89,3 milioni di euro: a tanto ammonta il passivo del Milan in relazione al bilancio di esercizio al 31 dicembre 2015. Come anticipato da Il Sole 24 Ore, il prossimo 28 aprile passerà in approvazione il bilancio dell’ultimo anno solare concluso, e le perdite sfiorano il record storico. Nel 2014, la società di Via Aldo Rossi aveva mandato in archivio un esercizio senza precedenti, con un rosso superiore ai 90 milioni di euro. Quest’anno, iniziato sotto auspici ben diversi, ha visto la squadra rossonera sgretolarsi in campo e, a quanto abbiamo potuto apprendere, anche fuori.

A gravare sui conti dell’azienda dell’impero Fininvest, una campagna acquisti faraonica (per quelli che erano stati gli standard degli ultimi anni), che ha portato a un esborso complessivo di 122,6 milioni di euro (a fronte di una campagna acquisti da appena 7 milioni), spalmato sui cartellini di Bacca, Romagnoli, Bertolacci e Luiz Adriano su tutti: bene il primo, da rivedere il secondo (ma è giovane e su di lui c’è solo da scommettere), malissimo gli ultimi due. Una disfatta prima di tutto tecnica, che ha portato all’ennesimo esonero degli ultimi anni e a un nuovo esordio che assume un po’ il sapore del già visto. A Brocchi spetterà il compito di raccogliere i cocci della squadra, alla proprietà quelli del rosso in banca.

E se dal punto di vista agonistico resta la ‘speranzella’ della finale di Coppa Italia – da disputare a Roma contro la Juventus il prossimo 21 maggio – sotto l’aspetto finanziario di motivi per sorridere ce ne sono pochi. Le casse aziendali si sono svuotate e l’anno prossimo c’è già chi profetizza un calciomercato in sordina, tutt’altra cosa rispetto all’estate delle illusioni 2015. Nè sarà facile riuscire a incassare dalle vendite: Luiz Adriano, naufragata la trattativa con i cinesi del Jiangsu Suning, dovrebbe partire, ma per cifre ben al di sotto dei circa 18 milioni promessi a gennaio. El Shaarawy e la Roma si cercano ma non è detto che riusciranno a trovarsi: la società capitolina ha delle grane da risolvere con il fair play finanziario e vorrebbe un dilazionamento dei pagamenti che da Milanello potrebbero rigettare. Honda e Menez sono le uniche pedine, ad oggi, che sembrano potere avere un discreto mercato e che non rappresenterebbero una privazione significativa dal punto di vista tecnico. Il resto è nebbia.

Anche quest’anno mancherà l’apporto di liquidità garantito dalla conquista del pass per la Champions League, qualcosa dovrebbe arrivare dall’Europa League, che ad oggi sembra probabile a prescindere dalla finale di Coppa (ma col sesto posto il Milan partirebbe dai preliminari in pieno luglio), a patto, però, che venga scongiurato il tentativo di rimonta da parte del Sassuolo, distante 4 lunghezze. E poi ci sarà da fare i conti con un progetto che è tornato a essere fumoso, criptico e senza una direttiva precisa. Brocchi è un altro esordiente, come Seedorf e come Pippo Inzaghi, e dovrà fare i conti con una rosa consumata, in crisi di autostima. Il rischio, concreto, è che anche i tifosi possano voltare le spalle, privando di ulteriori introiti il club. Intanto è tramontato da tempo il progetto dello stadio di proprietà e Mister Bee sembra aver tirato i remi in barca. Berlusconi sta già cercando nuovi investitori e non è da escludere che possa decidere per una nuova serie di sacrifici tecnici, Bacca e Bonaventura su tutti. I supporter si sono già abituati a questo copione, ma ci si abitua mai, davvero, al disincanto?